Debunk della teoria Zodiac/Mostro di Firenze (ITA)

15 giugno 2018

Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2020

 

FATTI vs FANTASIA:

 

– Il giornalista sostiene che J.B. avrebbe confessato di essere Zodiac e il Mostro di Firenze. L’unico fatto certo, ad oggi, è che il signor J.B. ha negato di aver mai fatto quella confessione. Secondo un articolo de La Nazione lui ha ammesso di essersi incontrato con un giornalista, ma poi ha deciso di interrompere ogni rapporto “quando questi sembrava attribuirgli delle frasi che non avrebbe mai pronunciato”.

– Il giornalista afferma diverse volte nei suoi articoli che c’è un’investigazione in corso da parte della Procura di Firenze. Allo stato attuale l’unica informazione attendibile riguardo a questo aspetto viene dall’articolo di un altro giornale (La Nazione dell’1 o 2 giugno 2018) e dice quanto segue:

“Per la Procura di Firenze, la segnalazione di Amicone era una pista già morta dopo la convocazione dello stesso presso la polizia giudiziaria lo scorso aprile. Agli inquirenti, infatti, quel filo che legava due dei più misteriosi serial killer della storia è apparso suggestivo, affascinante, ma nulla più. Con “incastri” forzati, basati su una decrittazione “personale” di un codice per quanto riguarda il misterioso messaggio di Zodiac (“my name is…” e tredici caratteri mai interpretati dagli investigatori USA) e poca conoscenza della storia giudiziaria relativamente al capitolo del Mostro. Un’intuizione intelligente, per altro già presente in alcuni forum che parlano dei delitti. Adesso però B. promette guerra legale.”

 

– Il giornalista afferma che il Dipartimento di Polizia di Vallejo, CA sta lavorando alla pista Zodiac/MDF. Ho mandato una mail al distretto di polizia in questione per sapere se loro sanno qualcosa a proposito della vicenda J.B.

Questa è la risposta che ho ricevuto in data 14 giugno 2018 da parte del detective Terry Poyser (attuale titolare del caso Zodiac):

“Mr. Bosco,
The Vallejo Police Department does not have fingerprint evidence in relation to the Zodiac cold case, that would only be with the San Francisco PD.

The name you provided is not a person of interest, suspect, or lead in the Zodiac case, as the name is not in our files.

Perhaps you should check with the SFPD.”

Traduzione:

“Sig. Bosco,

Il Dipartimento di Polizia di Vallejo non ha prove relative ad impronte digitali in relazione al cold-case Zodiac, è possibile che le abbia il Dipartimento di Polizia di San Francisco.

Il nome che ci ha fornito non è una persona di interesse, un sospetto o protagonista nel caso Zodiac, dato che il suo nome non è nei nostri file.

Forse dovrebbe controllare con l’SFPD.”

VEDI SCREENSHOT

 

– Ulisse NON è J.B. Il soprannome Ulisse era stato dato a un americano che si chiamava Mario Robert Parker. Quando Lorenzo Nesi chiese a Mario Vanni chi era la persona responsabile dei delitti, in un primo momento lui si è detto d’accordo sul nome di Pacciani. Successivamente, durante la stessa conversazione, Vanni ha negato che l’assassino fosse Pacciani e ha affermato che il responsabile era “Ulisse”, “l’americano”. In un primo momento l’ha definito “nero”, successivamente ha usato a più riprese la parola “negro” (tale aggettivo, dunque, descrive l’appartenenza etnica e quindi il colore della pelle di questo fantomatico individuo). Interrogato ulteriormente dal Nesi, Vanni ha affermato che era la verità e che anche la televisione ne aveva parlato (di Ulisse… ovviamente non è vero).

All’epoca le condizioni mentali di Mario Vanni hanno cominciato ad aggravarsi sempre più; questo è certificato anche dallo psichiatra della prigione. L’intera conversazione tra Vanni e Nesi, infatti, non ha molto senso. In ogni caso: non è sicuro che Mario Parker fosse nero (forse era mulatto), ma l’unico Ulisse (o Uli, come veniva chiamato da Lotti secondo le affermazioni della Ghiribelli – che durante lo udienze lo cita più di un volta) in questa storia, con molta probabilità, è solo lui e nessun altro.

(Leggi anche: Qualche precisazione a proposito di “Nero”)

 

– Il giornalista sostiene la “Teoria dell’Acqua” evidenziando, fra le altre cose, che la parola “nero” in greco signica, appunto, “acqua”. Il problema (come detto sopra) è che quando Vanni usa l’aggettivo “nero” per descrivere Ulisse intende fare riferimento alla sua appartenenza etnica (colore della pelle). Prima lo chiama “nero” e poi usa il termine “negro”. Credo che a tal proposito non ci possano essere dubbi, quindi l’affermazione che il termine “nero” possa avere un qualche legame nascosto con l’epica greca, o l’attribuzione di altri significati più o meno fantasiosi, non ha alcun senso.

– Il compleanno di J.B. non coincide con quello di Zodiac come affermato in un primo momento dal giornalista. Infatti, da quel che è dato sapere, la “birthday call” di Zodiac non è avvenuta il 20 dicembre 1969. La data della telefonata sembra essere incerta ma tutte le fonti indicano il 18 dicembre, il 29 dicembre, o le prime settimane del gennaio 1970 come le possibili date della telefonata. Quel che è certo è che non si conosce con esattezza la data del compleanno di Zodiac, quindi l’affermazione del giornalista si basa su presupposti incerti e non verificabili.

–  La data di una lettera spedita da Zodiac si sovrappone alle date che indicano la presenza di J.B. in Italia: l’8 luglio 1974, infatti, Zodiac invia la “Count Marco Red Phantom letter” al San Francisco Chronicle. J.B. è accreditato tra il personale del Consolato Generale americano a Firenze dal 1 luglio 1974 fino al 31 dicembre 1988 (fonte: Cerimoniale Diplomatico della Repubblica – Ufficio II – del Ministero degli Affari Esteri). Se a partire del primo luglio del 1974 era in Italia non poteva trovarsi a San Francisco per imbucare la lettera.

– Persino il vero nome di battesimo di J.B. non è chiaro. Lo stesso J.B. afferma al processo Pacciani che il suo nome è G. Tuttavia l’unico dato certo che sono stato in grado di trovare su un sito governativo lo identifica come J.B.

Anche in un documento sul delitto degli Scopeti prodotto dall’avvocato Vieri Adriani, il testimone italo-americano viene chiamato J.B.

Il documento del Ministero degli affari Esteri precedentemente citato riporta anch’esso il nome J.B.

– È stato detto che J.B. ha partecipato come soldato alla Campagna di Cambogia. In un primo momento è stato affermato che avrebbe fatto parte della 25th Infantry (fanteria). Il problema è che le date di tre lettere spedite da Zodiac (tra l’aprile e il giugno 1970) si sovrappongono con quelle della Campagna di Cambogia che ha avuto luogo tra il 29 aprile e il 22 luglio 1970. Considerata la breve durata di questa operazione militare è impensabile che possa aver avuto modo di tornare in California per due-tre volte con il solo scopo di imbucare le lettere (per poi tornare di corsa sul campo di battaglia). In un secondo momento i riferimenti alla 25th Infantry sono spariti ed è stato affermato che J.B. faceva parte della 5th Infantry. Qui le cose diventano ancora più problematiche perché le date si sovrappongono sia con la timeline del caso Zodiac che con quella del Mostro di Firenze (omicidio Lo Bianco/Locci del 21.8.1968):

“By 1968 the division was stationed at Fort Carson, Colorado, as a mechanized formation.[15] 1st Brigade, 5th Infantry Division was dispatched to Vietnam after the Tet Offensive to replace a U.S. Marine Corps unit. The brigade, consisting of one battalion each of infantry, mechanized infantry, and armor, served there from July 1968 until 1971.” (Wikipedia)

Da notare tra l’altro che prima dell’invio in Vietnam la 5th Infantry Division stazionava nella base di Fort Carson, in Colorado. Quindi è assai improbabile che J.B. (anche nel caso in cui possa aver preso parte alla missione in ritardo) possa aver avuto il tempo di fare una capatina in Italia per commettere un omicidio.

 

Nel turbinio di informazioni (confuse e contrastanti) riguardanti il background militare di J.B. e la sua presenza in Vietnam, è stato affermato anche che egli sarebbe stato presente su quello scenario di guerra con il 5th Military Police Battalion CID. Anche in questo caso, però, l’affermazione fa emergere due sovrapposizioni temporali con la timeline di Zodiac. Il 5th MP-CID, infatti, fu reso operativo in Vietnam a partire dall’8 marzo 1971 fino a 15 agosto 1972 (fonte: globalsecurity.org). Il 13 marzo 1971 Zodiac spedisce la “Blue Meannies letter” al Los Angeles Times. Il 22 marzo 1971, invece, viene inviata la cartolina del Lago Tahoe, nella quale Zodiac sembra rivendicare l’omicidio di Donna Lass.

In sintesi: in ogni ipotesi proposta (in quello che appare come un tentativo di tirare ad indovinare nella speranza di trovare l’affermazione “giusta”) emergono dei problemi con le date: a prescindere che J.B. abbia fatto parte della 25th infantry, 5th Infantry o 5th MP CID, le date relative alla presenza in Vietnam di questi corpi militari si sovrappongono a quelle della timeline di Zodiac.

 

Un’altra cosa interessante da notare è che nelle foto disponibili on-line J.B. indossa una divisa della Marina, non della Fanteria.

– Il supposto responsabile dei delitti dimostra, sin dalla sua deposizione al Processo Pacciani nel 1994, una scarsa conoscenza degli eventi: testimonia che la ragazza francese aveva i capelli neri corti (dato erroneo riferito da diversi testimoni ritenuti inattendibili) e una grande imprecisione nel collocare gli eventi a livello temporale; per questa ragione la sua testimonianza viene ritenuta inattendibile dall’avvocato Vieri Adriani.

La stessa grossolana imprecisione è riportata dal giornalista autore dell’inchiesta: J.B. non è a conoscenza del fatto che Mario Vanni è morto; non conosce il nome esatto di un altro protagonista della vicenda (GPV), che lui chiama “Raggianti” *.

E’ strano che il supposto protagonista della vicenda del Mostro di Firenze, ovvero l’assassino, non sia a conoscenza di fatti così banali e alla portata di tutti!

 

*Questo ultimo elemento è interessante perchè il giornalista in alcune sue dichiarazioni sembra voler insinuare che J.B. sarebbe in qualche modo collegato a GPV (il famoso “zio Joe” da cui questi avrebbe ricevuto un’eredità). Ma come potrebbe mai essere se questi non conosce nemmeno il cognome corretto di GPV?

– Il  giornalista sostiene che Pacciani avesse incontrato “Ulisse” (J.B.) nel bosco. Tuttavia quando questi si presenta a processo a testimoniare contro di lui, Pacciani non batte ciglio. Di fronte alla persona che lo sta probabilmente condannando a numerosi ergastoli, e sapendo che egli è il vero responsabile dei crimini, Pacciani non dice niente, addirittura avrebbe dovuto dissimulare di conoscerlo. Questa cosa è molto difficile da credere, ovviamente! Specialmente se si considera che Pacciani non ha mai rinunciato a difendersi con foga di fronte a chi lo accusava anche di fatti di minore importanza (si vedano le reazioni di Pacciani di fronte alle testimonianze della signora Sperduto e di Lorenzo Nesi, ad esempio).

– La teoria Zodiac/Mostro di Firenze non fornisce nessuna spiegazione a proposito dell’omicidio del 1968 e sull’arma utilizzata dal Mostro, che è uno dei più grandi misteri di questo caso. Interrogato sul particolare della pistola (se sia o meno la stessa del delitto del ’68 e come J.B. ne sarebbe entrato in possesso), il giornalista sembra dimostrare una conoscenza approssimativa dell’importanza di questo elemento e risponde semplicemente: “Si potrà dire solo quando si trova la pistola” (?).

– Questa teoria, ad essere onesti, non fornisce NESSUNA spiegazione su un aspetto qualsiasi relativo al caso del Mostro di Firenze! Il giornalista elenca semplicemente una serie di coincidenze non verificate, la maggior parte delle quali riguardano il caso Zodiac, ma nessuna informazione verificabile a proposito del Mostro.

– Il giornalista non fornisce nessuna prova concreta a proposito del caso relativo a Zodiac, come ad esempio la soluzione REALE dei criptogrammi o dettagli relativi ai crimini. L’unica cosa che ci viene data sono delle interpretazioni naif contraddistinte da un metodo di soluzione infantile, ma non la reale soluzione dei criptogrammi.

– Dalla sua partecipazione sui social network (Reddit e Facebook) si evince – come già notato dalla Procura della Repubblica nell’articolo precedentemente citato – una scarsa conoscenza da parte del giornalista della vicenda giudiziaria del Mostro di Firenze (imprecisione nella conoscenza dei fatti; il nome di Gabriella Ghiribelli diventa Patrizia; Francesco Vinci viene chiamato Fabio; etc.) che mal si coniuga con la conoscenza richiesta all’autore di un’inchiesta volta a rivelare delle verità sconcertanti come quelle presentate.

 

 

LOGICA vs CONGETTURE:

– La soluzione del messaggio criptato “my name is” non ha alcun senso! La “soluzione” non segue nessuna logica reale, è semplicemente una soluzione alla quale si può giungere usando un metodo fantasioso e conoscendo il risultato. La soluzione proposta non decodifica il messaggio cifrato vero e proprio, semplicemente lo ignora per nessuna ragione apparente. La codifica e la decodifica di un messaggio cifrato (come quelli inviati da Zodiac) prevede l’utilizzo di una metodologia complessa che nulla ha a che fare con i metodi proposti dal giornalista (si veda qui per un esempio).

Anche il salto dalla parola Ulisse alla parola Enea (necessaria per risolvere la prima parte del criptogramma) non ha nessuna spiegazione logica reale. In ultimo: come detto precedentemente J.B. non è Ulisse, quindi non può essere nemmeno Enea. Questo è un grosso problema perché è la prova che la prima parte della supposta soluzione deve per forza di cose essere sbagliata e, di conseguenza, l’intera logica dietro alla soluzione diventa incerta.

– Secondo il giornalista la soluzione della “halloween card” di Zodiac permetterebbe di trovare tutte le lettere che compongono il nome “G.B.”. No, non è assolutamente vero: per poter comporre il nome è necessario selezionare alcune lettere più volte.

– Secondo il giornalista, alla domanda dove avrebbe nascosto i corpi delle sue vittime se fosse stato un serial killer, J.B. avrebbe risposto che lui avrebbe buttato i corpi sui picchi delle montagne… da un elicottero! Successivamente cambia idea e indica la Emerald Bay su una mappa. Solo al terzo tentativo indica Heavenly Valley (che è un luogo di interesse della vicenda Zodiac). Questa non sembra affatto la risposta precisa di una persona informata sui fatti, assomiglia di più alle supposizioni (anche stravaganti, vedi il dettaglio dell’elicottero!) che qualunque persona potrebbe fare in una conversazione sul tema.

– In un suo articolo il giornalista sostiene che i giudici americani stanno lavorando al caso (“si stanno muovendo”, dice) [Errata Corrige: in realtà l’autore di questa affermazione è il giornalista Edoardo Montolli in un articolo apparso su “Il Giornale” in data 31.05.2018]. Al momento però sembra che nessuno, tranne gli utenti di Reddit, conosca questa storia oltre oceano. Inoltre la spiegazione che da per spiegare questa affermazione è a dir poco imbarazzante: egli dice che siccome alcune immagini che ritraggono J.B. quando era in servizio hanno cominciato ad apparire sul web, questo vuol dire che i giudici americani si stanno interessando alla faccenda (!).

– Quando il giornalista ha suonato il campanello di J.B. lui si è affacciato al balcone… ed era spaventato! Davvero? (Un doppio serial killer pluriomicida!)

– In mezzo secolo J.B. sarebbe riuscito nell’incredibile impresa di: prendere in giro il Dipartimento di Polizia di San Francisco, l’FBI, i Carabinieri e la Polizia italiana; non essere mai coinvolto in nessun processo; non lasciare nessuna prova dietro di sé in due continenti; scrivere dei messaggi cifrati che mai nessuno è riuscito a decodificare; creare un enigma criminologico apparentemente irrisolvibile: quello dell’arma del Mostro di Firenze… tutto questo per poi confessare (così, all’improvviso) la sua vera identità al primo giornalista di passaggio. E tutto questo in cambio di una birra al bar. Davvero!?

– Il 31 maggio 2018 ho mandato una mail al giornalista congratulandomi con lui per la bufala e chiedendogli come pensava di venirne fuori. La sua risposta è stata: “con ironia”. Qualunque cosa intendesse dire non suona molto bene.

 

RICAPITOLANDO: in questa storia non c’è un solo elemento valido, sia sul versante Zodiac che su quello Mostro di Firenze. Non ci sono prove reali. La maggior parte delle affermazioni non possono essere verificate, alcuni elementi sono distorti di proposito per adattarsi alla storia e alle spiegazioni fornite (vedi Ulisse, la birthday call e la campagna di Cambogia), altri elementi addirittura sono pura fantasia.

Per tutte le affermazioni esiste un’unica fonte: il giornalista che ha firmato lo “scoop”. Se si cercano altre fonti o non è possibile trovare delle conferme o quando si trova qualcosa non coincide con quanto affermato dal giornalista.

Non voglio necessariamente dire che questa storia sia falsa ma, allo stato attuale (con queste “prove”), questa teoria può essere creduta solo con un atto di fede. Forse è tutto vero, ma per quello che è stato possibile vedere e verificare fino ad ora, tutta questa storia non sembra essere altro che una bufala!

18 pensieri riguardo “Debunk della teoria Zodiac/Mostro di Firenze (ITA)

      1. Sì sì! Alcuni sono anche su Prime, devo controllare se c’è quello o comunque spulciare quelli mancanti!
        Sono sempre in cerca di cose da guardare, ora sto recuperando la serie Oz, che è uscita esattamente 20 anni fa, bellissima! Una specie di E.R. su un carcere 😀

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      2. Ai tempi lo capii, salvo per il finale aperto, e odio i finali aperti! 😅😅 però mi è piaciuto, anche se non lo ricordo bene!
        Poi i film con di Caprio li confondo, per esempio prova a prendermi e the departed li ho fusi nella memoria! 😅
        Invece adoro shutter island e the wolf of wall street *-*

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      1. A dire il vero è lo stesso Francesco Amicone ad ammettere (prima nell’intervista a Valerio Scrivo, poi anche sul suo sito) che non è stato registrato proprio nulla. Si informi, caro anonimo.

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    1. Grazie per il contributo. È una vicenda sulla quale preferisco non tornare, almeno per ora o finché non ci saranno ulteriori sviluppi.

      Successivamente allo scontro in differita ho avuto modo di interloquire con Francesco Amicone e, pur mantenendo una posizione distante dalla sua, prendo atto della sua caparbietà e, perché no, del suo coraggio a livello investigativo (cosa che forse a tanti mostrologi “puri” manca).

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