Qualche precisazione a proposito di “Nero”

Nell’esposizione della sua teoria il giornalista riprende la parola “nero”, pronunciata a più riprese da Mario Vanni durante il famoso colloquio con Lorenzo Nesi, e sostiene che questa stia ad indicare un nome proprio o un soprannome con il quale si dovrebbe identificare una persona specifica.

A riprova della sua ipotesi il giornalista ha asserito, durante alcuni interventi sui social network (Facebook e Reddit), che la parola – infatti – è riportata con la lettera “N” maiuscola proprio perchè indicherebbe un nome proprio. Durante uno scambio di battute tra me e lui su Reddit (dove scrive con il nickname “theidioticJournalist”) ha infatti affermato:

“[…] Dimentichi che “Nero” con la maiuscola è un sostantivo non un aggettivo.”

Da un’attenta lettura della trascrizione integrale del colloquio Nesi-Vanni si evince, però, che solo UNA volta la parola “nero” è riportata in maiuscolo, e questo coincide semplicemente con il fatto che è preceduta da un punto esclamativo! Inoltre chi trascrive una conversazione verbale tra due persone non potrebbe mai essere a conoscenza (a meno che non si tratti di un nome noto) del fatto che una lettera deve essere riprodotta in maiuscolo o minuscolo. Il problema comunque non si pone perchè, come detto, tra le ventuno pagine che compongono la trascrizione la parola “nero” viene riportata in maiuscolo solo una volta. L’affermazione che “nero” in maiuscolo indicherebbe un nome proprio di persona è, quantomeno, risibile.

Basterebbe inoltre giusto un pizzico di buon senso per comprendere che il termine “nero” viene usato dal Vanni semplicemente per descrivere la provenienza etnica della persona alla quale sta facendo riferimento. A scanso di equivoci su questo punto riporto quanto segue: nella trascrizione integrale del colloquio l'”americano” (supposto autore dei delitti) viene descritto da Vanni come “nero” cinque volte, mentre invece usa l’aggettivo “negro” ben dodici volte.

La lettura della trascrizione integrale del colloquio fa emergere anche altri elementi che, a rigor di logica, dovrebbero indurre a riflettere sul fatto che l'”americano” citato da Vanni non può essere la persona indicata dal giornalista nella sua inchiesta. Innanzitutto il Vanni sostiene per ben due volte di aver sentito parlare del “nero” alla televisione. Già questo elemento da solo basterebbe per comprendere la totale inconsistenza e inattendibilità delle informazioni riferite.

Inoltre, nelle parole del Vanni, l'”americano” avrebbe lasciato/consegnato “tutte le cose”, la pistola e la lettera al giudice/procuratore. Questo viene ripetuto diverse volte. In fine il Vanni afferma anche che questa persona si sarebbe addirittura tolta la vita (“Gli ha lasciato una lettera… s’è ammazzato… hai capito!?”)!

Un altro elemento problematico e in conflitto con la teoria presentata dal giornalista è l’informazione fornita dal Vanni sul numero degli omicidi commessi dall'”americano”. Per ben sei volte il Vanni afferma che il numero degli omicidi commessi dal “nero” è sedici. Quindi all'”americano” andrebbero attribuiti tutti gli omicidi, incluso quello del ’68 (Locci/Lo Bianco). Il giornalista sembra sostenere l’ipotesi che il ’68 non c’entra nulla con gli altri omicidi del Mostro affermando (sempre nei suoi interventi sui social network) che per quell’omicidio è stata condannata una persona (il Mele) e che J.B., in ragione dei suoi (supposti) poteri, avrebbe potuto procurarsi l'”arma giusta” per compiere gli altri delitti e/o inquinare le prove.

In sintesi: volendo dare credito al Vanni l'”americano” sarebbe una persona di colore che avrebbe commesso tutti gli omicidi (dal 1968 al 1985), che avrebbe incontrato Pacciani nel bosco, che avrebbe consegnato la pistola e altri elementi in suo possesso agli inquirenti, al quale avrebbero trovato “tutti questi soldi” e che, infine si sarebbe tolto la vita. Della vicenda dell’americano (sempre secondo il Vanni) se ne sarebbe parlato in televisione. Di tutti questi elementi riportati dal Vanni (che non possono non apparire come il vaneggiamento di un povero vecchio e che NON descrivono affatto la figura di J.B.) il giornalista ne prende solo tre: il fatto che fosse americano, che avesse incontrato Pacciani nel bosco, e il riferimento al termine “nero” che sarebbe in relazione con la figura di Ulisse (ipotesi che, come si è detto, non sta in piedi).

Se si volesse dar credito alle affermazioni di Vanni bisognerebbe che il giornalista spiegasse, tra le altre cose, come mai la persona che indica come responsabile dei delitti è di razza caucasica, invece che di colore, in che modo avrebbe preso parte all’omicidio Locci/Lo Bianco del 1968 e come mai sia ancora viva, visto che secondo Vanni si sarebbe tolta la vita.

 

Massimo Bosco


Di seguito tutti gli estratti del colloquio Nesi-Vanni nei quali compare la figura dell'”americano”. Sono state evidenziate in rosso le ripetizioni delle parole “nero/negro”, in verde i punti in cui viene menzionata la televisione e in blu i riferimenti al numero delle vittime.

Vanni: E’ stato Ulisse a… che ha ammazzato tutte queste gente! Nero [non si capisce]…

Nesi: Chi gli è il nero?

Vanni: E’ un americano!

Nesi: Un americano e gli ha ammazza…

Vanni: Un americano, si! Un negro! Un certo Ulisse!

Nesi: Ulisse!?

Vanni: Ulisse, si chiama!

Nesi: Un l’ha ammazzati il Pacciani?

Vanni: No!

Nesi: E in dò gli era questo americano?

Vanni: E in dò gli era, nel bosco lo trovi! Lo trovò nel bosco [non si capisce]… ogni cosa gli aveva, che gli era stato lui a fa questi delitti!

Nesi: Ma chi l’ha detto questo?

Vanni: Eh?

Nesi: Perchè ora, fino a ora tu m’ha detto che questi omicidi l’ha fatti il Pacciani!

Vanni: Eh!

Nesi: E questo nero chi gli è?

Vanni: Ulisse si chiamava

Nesi: Ma in dò gli stava?

Vanni: Eh, in america!

Nesi: In?

Vanni: In america!

Nesi: E veniva a fa gli omicidi qui?

Vanni: Davvero!

Nesi: Umh! O icchè tu mi dici, Mario!? Ma vien via! Ma te lo conoscevi codesto nero?

Vanni: Eh?

Nesi: Lo conoscevi codesto nero?

Vanni: No! Io un lo conoscevo! Ho saputo la storia dopo! Che gli era stato lui a ammazza tutte e sedici persone!

[…]

Nesi: Noo! Mario! Te tu lo sai, vien via! Sennò tu voi seguitare a…

Vanni: Oh un te l’ho detto!? Gli è stato questo nero a ammazzà tutte queste gente! Questo Ulisse, americano! Gli ha lasciato una lettera… s’è ammazzato… hai capito!? E ha preso il Procuratore… ogni cosa!

Nesi: Ma chi te l’ha detto?

Vanni: Eh?

Nesi: Ulisse!?

Vanni: Alla televisione s’è sentito, per Dio!

[…]

Vanni: [non si capisce]… detto che gli è stato questo Ulisse! Questo negro americano che ha fatto questi delitti! Ha capito!?

Nesi: Allora un è stato il Pacciani?

Vanni: No! L’è stato questo nero! C’è stato anche Pacciani con le pistole ma… e… i… i morti gli ha fatti il nero! Questo Ulisse! T’ha capito!? E po…

Nesi: E con che pistola? Perchè gli ha fatti con la pistola che gli aveva dato il Pacciani!

Vanni: Eh…

Nesi: Moh! No, Mario, un tu mi convinci!

[…]

Nesi: Icché t’ho a dire un tu m’hai a di nulla, Mario! E… e… e… e… tu m’ha a spiegà le cose come… come l’è stanno e… e… te tu vien fori!

Vanni: Te l’ho bello e spiegato, gli è stato sto negro che ammazzò tutte e sedici persone! E l’ha preso [non si capisce]… la lettera e…

Nesi: Come?

Vanni: E l’ha presa il Giudice la lettera e ogni cosa, no!? La pistola!

Nesi: La pistola gli ha presa il Giudice!?

Vanni: Eh!

Nesi: Sii! O vien via Mario! Allora tu vaneggi!

Vanni: La pistola dio bono del negro!

Nesi: Eh?

Vanni: La pistola di questo negro americano!

[…]

Nesi: No, Mario… un tu mi dici le cose come stanno!

Vanni: Te lo…

Nesi: Non so perché…

Vanni: Ma, io te l’ho belle e detto! E gli è stato questo negro… t’ha morto queste sedici persone! E l’hanno trovato la pistola… la lettera e ogni cosa!

Nesi: Ma sta zitto Mario!

Vanni: Ma! La s’è sentito a sera alla televisione!

[…]

Vanni: Allora icché devo dire un lo so!

Nesi: No! Nulla! Un tu devi di nulla! Tu devi di la verità!

Vanni: Si!

Nesi: Però non la vuoi dire!

Vanni: Ma come un la voglio dire!? Ti ho detto che gli è stato sto negro a ammazzà queste gente!

Nesi: Allora un l’ha ammazzate il Pacciani?

Vanni: No! Gli è stato il negro! E’ stato questo Ulisse! Americano!

Nesi: E la pistola chi gliele aveva data?

Vanni: Eh?

Nesi: E la pistola chi gliele aveva data?

Vanni: A i co… a questo negro?

Nesi: Umh!

Vanni: Che lo so io! Ma! Come fo a sapè tutto… ogni cosa!

[…]

Nesi: Mario per me… per me tu ce l’ha tutte dentro queste cose che ti sono… e non le vuoi dire! Perché tu dici che il Pacciani sapeva che gli ammazzava queste gente… dopo e l’ha ammazzate questo Ulisse…

Vanni: Si! Si! Ma insomma l’è stato il nero! Questo Ulisse ha morto sedici persone! Gli ha lasciato la lettera, gli ha lasciato la pistola, gli ha lasciato ogni cosa!

Nesi: A chi l’ha lasciata, Mario?

Vanni: [non si capisce]…

Nesi: A chi la…

Vanni: La prese il Procuratore!

Nesi: Ah?

Vanni: Quello che conta!

Nesi: A chi eh?

Vanni: Il Procuratore! Quello che conta!

[Il Nesi continua a invitare il Vanni a raccontare le cose come stanno]

Vanni: Oh un te l’ho detto la storia come l’è!?

Nesi: Ulisse!

Vanni: Si! Questo negro! E’ stato lu a ammazzà questa gente! Sedici persone! Mia discorsi, eh!?

Nesi: Come?

Vanni: E’ stato questo Ulisse a ammazzà questa gente! Sedici persone, mia discorsi, eh!? Questa bestia feroce!

Nesi: E indò gli abitava codesto Ulisse?

Vanni: Eh?

Nesi: Indò gli abitava?

Vanni: In America!

Nesi: Io bo, ma… qui sarà in Toscana, in qualche posto sarà stato!?

Vanni: Ah! Io un lo so il posto! [non si capisce]…

Nesi: Allora un gli avrebbe ammazzati il Pacciani!?

Vanni: Si!

Nesi: Eh?

Vanni: Si, eh!

Nesi: Se l’ha ammazzati Ulisse…

Vanni: Si! [non si capisce]…

Nesi: Un li avrebbe morti il Pacciani!

Vanni: Si!

Nesi: Chi gli ha morti queste gente?

Vanni: Ulisse! Questo negro!

[…]

Nesi: Allora perchè un tu l’hai detto al processo!?

Vanni: Eh?

Nesi: E perchè un tu l’hai detto al processo di questo Ulisse!?

Vanni: Ma! E non l’ho detto!?

Nesi: Tu vedrai in qualche posto a San Casciano gli avrà dormito, se gli era lì!?

Vanni: Si! Si!

Nesi: Voi vu lo conoscete? Eh?

Vanni: Ma io ho saputo la storia, Dio bono, che è stato questo qui a ammazzò le gente! Icché t’ho a dire Renzo, Dio bono!

[…]

Nesi: Allora il Pacciani non avrebbe mai sparato in questi omicidi!?

Vanni: Si!

Nesi: Gli avrebbe sparato questo Ulisse!

Vanni: Si! Questo ne

Nesi: In tutti?

Vanni: Questo negro! Gli han trovato, Dio bono, gli hanno trovato la lettera, l’hanno trovato tutti questi soldi, insomma… a quest’omo!